{"id":564,"date":"2017-01-02T15:47:09","date_gmt":"2017-01-02T15:47:09","guid":{"rendered":"https:\/\/elenamurer.com\/?page_id=564"},"modified":"2024-05-04T12:18:29","modified_gmt":"2024-05-04T12:18:29","slug":"mostreexhibitions","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/elenamurer.com\/en\/mostreexhibitions\/","title":{"rendered":"Exhibitions"},"content":{"rendered":"<p>Mostre Personali<br \/>\n1999 VENEZIA-MESTRE, Galleria \u00abSan Giorgio\u00bb&nbsp;<\/p>\n<p>2001 S.DONA\u2019DI PIAVE, Centro Culturale \u00abLeonardo da Vinci\u00bb (catalogo)&nbsp;<br \/>\n2001 POLA- Croazia, Galleria \u00abCvajner\u00bb&nbsp;<br \/>\n2003 CARRARA, Centro \u00abInterart\u00bb&nbsp;<br \/>\n2003 CECINA, Centro Esposizioni \u00abMobili Parietti\u00bb&nbsp;<br \/>\n2004 CASTIGLIONCELLO, Villa S.Niccol\u00f2&nbsp;<br \/>\n2004 FIRENZE, Spazio espositivo \u00abCaff\u00e9 Nannini\u00bb<br \/>\n2005 VENEZIA, Galleria \u201cVenezia Viva\u201d Centro Internazionale della grafica&nbsp;<br \/>\n2006 VENEZIA -MESTRE, Galleria \u201cS.Giorgio\u201d&nbsp;<br \/>\n2007 PISA, Spazio espositivo Cinema \u201cLumi\u00e8re\u201d&nbsp;<br \/>\n2008 CAPRI, Centro Culturale \u201cIgnazio Cerio\u201d&nbsp;<br \/>\n2009 SALA CONSILINA Salerno, Galleria d\u2019Arte moderna DI BISCEGLIE&nbsp;<br \/>\n2012 SAN DONA&#8217; DI PIAVE, Centro Espositivo Consorzio Bonifica<\/p>\n<p>Collettive<\/p>\n<p>2000 PISA Basilica di S.Zeno,Minigrafica e pittura&nbsp;<\/p>\n<p>2003 PISA Palazzo Gambacorti, Minigrafica e pittura<br \/>\n2004 CINQUALE DI MONTAGNOSO Massa, \u201cAghinolfiana\u201d&nbsp;<br \/>\n2004 S.DONA\u2019 DI PIAVE, Centro Culturale \u00abL.Da Vinci\u00bb Mostra &#8220;I nostri Tesori&#8221;&nbsp;<br \/>\n2005 S.DONA\u2019 DI PIAVE, Centro Culturale \u00abL.Da Vinci\u00bb: \u00abPittura e forme nel \u2018900\u00bb (Catalogo)<br \/>\n2005 PISA, Galleria Centro Artemoderna \u201cOscillazioni Contemporanee\u201d&nbsp;<br \/>\n2005 FIRENZE Biennale Internazionale dell\u2019Arte 2005<br \/>\n2006 BOLOGNA, \u201cGalleria 18\u201d BOLOGNA<br \/>\n2006 VENEZIA, Galleria \u201cVenezia Viva\u201d Rassegna sul Carnevale Veneziano<br \/>\n2007 PISA Basilica di S.Zeno, \u201cTrame d\u2019Artista\u201d L\u2019arte al femminile in provincia di Pisa (Catalogo)<br \/>\n2007 VENEZIA, Galleria Venezia Viva \u201cArtista in-formato\u201d&nbsp;<br \/>\n2008 FIRENZE, Galleria \u201cLa Pergola\u201d&nbsp;<br \/>\n2008 USA- EuART arte italiana in USA, Boston, New York \u201cMicroMuseum\u201d, Brooklyn<br \/>\n2009 FIRENZE, Palazzo Panciatichi \u2013\u201cPremio Firenze 2009\u201d&nbsp;<br \/>\n2010 LONDRA, The Brick Lane Gallery &#8220;Art in Mind&#8221;<br \/>\n2011 LIVORNO Museo Mediterraneo, \u201cDonne e Lavoro\u201d&nbsp;<br \/>\n2011 PARMA, \u201cArtistinmostra\u201d Fiere di Parma (Catalogo)<br \/>\n2011 PARIGI, Espace Kiron, \u201cArt italien contemporain\u201d (Catalogo)<br \/>\n2013 VOLTERRA, Palazzo dei Priori, \u201cVolterra in Arte 2013\u201d<br \/>\n2016 PISA, Artiste Toscane per l&#8217; 8 Marzo<br \/>\nPremi<\/p>\n<p>\u201cSegnalata speciale\u201d alla mostra internazionale di minigrafica e pittura, PISA anno 2000,<br \/>\n\u201cFinalista\u201d alla stessa manifestazione del 2003<br \/>\n\u201cFinalista\u201d Premio Firenze 2009<br \/>\nCritica<\/p>\n<p>Giorgio Segato, Critico d\u2019arte Professore Universit\u00e0 di Padova,<br \/>\nGorka Ostojic\u2019 Cvajner &#8211; Storica dell\u2019Arte, membro dell\u2019Associazione Europea Critici d\u2019Arte, Croazia<br \/>\nMario Stefani, Critico d\u2019arte Giornalista \u201cIl Gazzettino di Venezia\u201d<br \/>\nM.Maddalena Torricella, Storica dell\u2019Arte, Taranto<br \/>\nPaola Martini, Giornalista critica d\u2019arte Galleria Civica S.Don\u00e0 di Piave<br \/>\nDag O\u2019 Pegr\u00e9n Painter and Poet Official Member of \u201dSwedish Artists\u201d Svezia<br \/>\nEnzo Di Martino, Giornalista critico d\u2019arte \u201cIl Gazzettino di Venezia\u201d<br \/>\nIvo Prandin, Giornalista e scrittore \u201cIl Gazzettino di Venezia\u201d<br \/>\nMicael Musone, Critico d\u2019arte Galleria \u201cLa Pergola\u201d \u2013 Firenze<br \/>\nLilia Daneluzzi, Critica d\u2019Arte Redazione \u201cVenezia Viva\u201d &#8211; Venezia<br \/>\nErica Romano, Storica dell\u2019Arte, Firenze<br \/>\nBibliografia<\/p>\n<p>\u201cImmagine Provincia\u201d \u2013 Presentazione di Umberto Eco- UPI Editoria Roma, 1986<br \/>\nPaola Martini \u201cPittura e Forme a S.Don\u00e0 nel \u2018900\u201d \u2013Comune di S.Don\u00e0 di Piave, Ed.Galleria Civica d\u2019arte Moderna e Contemporanea 2004<br \/>\n\u201cILGIORNALE DELL\u2019ARTE CONTEMPORANEA\u201d \u2013 Rapporto Annuale 2004<br \/>\nLilia Daneluzzi \u201cElena Murer, La terra e il viaggio\u201d \u2013 \u201cVenezia Viva\u201d numero di dicembre 2005<br \/>\nJohn T. Spike \u201cThe Florence Biennale 2005 \u201c<br \/>\nElena Lazzarini \u201cTrame d\u2019Artista\u201d Arti al femminile nella Provincia di Pisa \u2013Pacini Editore 2006<br \/>\n\u201cArte Mondadori\u201d \u2013 Artisti Toscani 2007 n.410 Ottobre 2007<br \/>\nSandro Serradifalco \u201cAvanguardie Artistiche 2008\u201d \u2013 Centro Diffusione Arte Editore \u2013 Palermo<br \/>\nFabrizio Borghini, Filippo Lotti \u201cArtisti Pisani del XXI secolo\u201d \u2013 Bandecchi &amp; Vivaldi Editore 2008<br \/>\nEUART A Love tribute of Italian Contemporary Artists to the US \u2013 2008<br \/>\nXXVII PREMIO FIRENZE \u2013 Eco d\u2019arte moderna \u2013 Il Candelaio Edizioni Firenze 2009<br \/>\nCatalogo Artistinmostra artefiera di Parma<br \/>\n\u201cEuropa in Arte 2011\u201d catalogo internazionale di arte contemporanea \u2013 Ed. Platinum Collection<br \/>\n\u201cArt Italien Contemporain\u201d &#8211; Platinum Collection \u2013 Kiron Espace Paris<br \/>\nNei siti<\/p>\n<p>www.saatchi-gallery.co.uk\/yourgallery\/artist_profile\/Elena+Murer\/12602.html<br \/>\nwww.monkdogz.com http:\/\/art-in-europe.com<br \/>\nwww.cloudappreciationsociety.org<br \/>\nwww.absolutearts.com<br \/>\nMembership<\/p>\n<p>Club dell\u2019Incisione \u201cVenezia Viva\u201d \u2013 Centro Internazionale della Grafica \u2013 Venezia<br \/>\nAssociated to &#8216;Agora Gallery&#8217;,NY, USA<br \/>\nSue opere figurano presso collezioni private in Italia e all&#8217;estero, nonch\u00e9 presso Istituzioni pubbliche e gallerie.<\/p>\n<p>TESTI CRITICI :<\/p>\n<p>\u201cElena Murer: le densit\u00e0 dell\u2019emozione\u201d<br \/>\nProf. Giorgio Segato, Critico d\u2019Arte Universit\u00e0 di Padova<\/p>\n<p>La pittura di Elena Murer si gioca tutta sulle densit\u00e0 atmosferiche rese, con singolare capacit\u00e0 di manipolazione cromatica e di sintesi strutturale, a pastello a olio, adatto a compattare le campiture e ad accentuare modulazioni tonali, pieghe, segreti giacimenti di accensione cromatica, ora verde, ora gialla, ora viola o ocra, come tesoretti emotivi della memoria sensitiva.<br \/>\nIl dato tecnico diventa di per s\u00e9 importante, perch\u00e9 comporta una pi\u00f9 definita fisicit\u00e0 della trascrizione e della scansione pittorica. Il pastello, infatti, consente di saturare lo spazio dando all\u2019immagine una pastosit\u00e0 insieme leggera e compatta, una matericit\u00e0 non ancora solidificata, in certo senso magmatica, fluida e cangiante nelle combinazioni di colore, di spessore, di trasparenze, di luce, essendo proiezione di sensazioni della memoria e di affioramenti di sedimentazioni dagli strati fondi dell\u2019esperienza, accompagnate dai riverberi dei sentimenti, dal \u201crisentire\u201d come ricordo, restituzione al cuore di una partecipazione sensitiva che nuovamente abilita e mobilita il pensiero, il racconto, l\u2019immaginario, l\u2019onirico.<br \/>\nQuelle di Elena Murer sono davvero pi\u00f9 visioni che vedute, appuntarsi dello sguardo sui luoghi del cuore, sulle lande che l\u2019emozione esistenziale suggerisce, ispira, o a volte esige come pagina ora algida, ora calda, ora per larghe tese ed immote campiture, ora, invece, per ferventi ritmi e baluginare di luci, nella quale s\u2019inscrive il rapporto intimo con la natura e con il proprio mondo interiore, i bisogni, i desideri, le inquietudini del vissuto.<br \/>\nC\u2019\u00e8 nel pastello una qualit\u00e0 particolarmente alta di traduzione diretta dei nuclei espressivi, dei \u201cnodi\u201d che si sciolgono nella febbrile, attenta e insistita gestualit\u00e0 manipolativa pi\u00f9 diretta e ricca che in altre tecniche.<br \/>\nGesto e densit\u00e0 atmosferica come possibilit\u00e0 evocativa e di immersione nello spazio di una memoria tenera ed elastica, accogliente e reattiva sono peculiarit\u00e0 evidenti altamente pregevoli di questi lavori di Elena Murer<br \/>\nche continua con essi ed in essi una sorta di dialogo intimo con lo spazio, quello psicologico che si dispiega nell\u2019emozione e quello reale rivisitato nella memoria, ricomponendo le tracce lungo le ripercussioni e le risonanze dei sensi.<br \/>\nLo spazio e la visione di dentro continuano nello spazio e nella visione di fuori, dipinta, acquisendo, in virt\u00f9 della tecnica, quella densit\u00e0 che consente un dolce naufragio, un abbandono all\u2019onda del ricordo e dell\u2019abbraccio per immersione, ben pi\u00f9 \u201ctattile\u201d e panico che visivo, nonostante le non ampie dimensioni delle opere.<br \/>\nElena Murer plasma le profondit\u00e0, le luci, i magici riflessi interni di questi spazi reali e mentali insieme, contemplati con lo sguardo di una memoria attenta che rielabora l\u2019esperienza sul piano della visione poetica, della sintesi di forma e colore, con pochissime concessioni descrittive per non turbare l\u2019incanto, il rinnovarsi della meraviglia, il dilatarsi del respiro dell\u2019emozione e l\u2019espandersi di questa dal piano dell\u2019esperienza individuale e psichica a quello della dimensione cosmica in cui tutta l\u2019energia della materia e della psiche confluisce e si amalgama.<br \/>\nLa semplicit\u00e0 dell\u2019elaborazione visiva \u00e8 tensione a questa unita, giungendo ai limiti della rappresentazione, l\u00ec dove il paesaggio reale diventa anche paesaggio dell\u2019anima, fluire costante dell\u2019energia, materia\/spazio in differenti modulazioni e condensamenti, che il pastello a olio modella, distende, sfuma, armonizza in campiture, ritmi, contrappunti e contaminazioni che hanno capacit\u00e0 di registrazione atmosferica e ambientale (Vulcano, Il boschetto, Iceberg, Palude, Vento, Ricordo, Marte) e, insieme, anche di evocazione delle inquietudini intime di fronte al tempo e allo spazio, alla cristallina spazialit\u00e0 glaciale e all\u2019erompere del calore, del fuoco, come limiti estremi del sentire e dello scorrere dell\u2019esperienza esistenziale tra solitudine e amore, tra partecipazione, solidariet\u00e0 e isolamento, indifferenza, cos\u00ec come tra materia pesante e materia psichica, tra realt\u00e0 e immaginazione poetica, lirica.<\/p>\n<p>Venezia 1999 \u2013 Galleria D\u2019Arte Moderna \u201cS.Giorgio\u201d<br \/>\n\u201cPaesaggi primordiali fra angosce e proteste\u201d Elena Murer alla Galleria \u201cS.Giorgio\u201d<br \/>\nMario Stefani, Critico d\u2019Arte, Giornalista<br \/>\n\u201cPaesaggi primordiali, quasi emersi dall\u2019inconscio, in una solitudine antica, tra materia, cos\u00ec ben modellata ed elaborazione poetica, in un gioco assai arduo di campiture e di colore tendenzialmente monocromatici. Affiorano angosce e proteste, inquietudini, in una rappresentazione materica.<br \/>\nPaesaggi vulcanici, che potrebbero ricordare Marte nei suoi silenzi ancestrali, non turbati dalla presenza dell\u2019uomo\u201d.<\/p>\n<p>Il Gazzettino di Venezia &#8211; Gennaio 2000<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n&nbsp;\u201cQuel silente dialogo con i paesaggi dell\u2019anima\u201d<br \/>\nGorka Ostojic\u2019 Cvajner &#8211; Storica dell\u2019Arte, membro dell\u2019Associazione Europea Critici d\u2019Arte, Croazia<\/p>\n<p>La scelta delle opere per questa mostra, opere nate nell\u2019arco fra il 1998 e il 2001, dipinte nella tecnica dei pastelli a olio, prediletta dall\u2019autrice e a lei pi\u00f9 congeniale, \u00e8 un omaggio alla sua passione per il paesaggio che essa, servendosi di elementi espressionisti, riduzionisti, e soprattutto dell\u2019astrazione lirica, provvede a esplorare.<br \/>\nE\u2019, codesto, un mondo assolutamente immaginario \u2013 perfino quando ci parla di nomi geograficamente reali -, un\u2019individualizzazione particolare della sua (ridotta) iconografia, dalla morfologia consistente, di struttura solida, dall\u2019intonazione poetica affatto peculiare, una contemplazione artistica immanentemente retrospettiva e sorprendentemente universale.<br \/>\nI suoi paesaggi esteriori e interiori sono sia reali che metafisici, sono definiti dall\u2019atmosfera e del tutto sprovvisti di supporti simbolici. I pastelli sono altrettanti enunciati della sua riflessiva sentimentalit\u00e0 che fa dialogare contemporaneit\u00e0 e atemporaneit\u00e0, in forme e fattezze di ascendenze pressoch\u00e9 primordiali.<br \/>\nE anche quando la percezione del paesaggio reale le attualizza, le raffigurazioni contengono un solido, contemplativo punto d\u2019appoggio, del tutto estrinseco ai lemmi del consueto e dell\u2019usuale.<br \/>\nPer questo si presagisce la presenza dell\u2019essenza, pi\u00f9 spirituale che fisica, ovvero la suggestione di un mondo appartenente a qualche altra realt\u00e0. I suoi paesaggi si rivolgono contemporaneamente allo spirito e al sentimento, in maniera intima e diretta, tramite raffigurazioni micro e macrocosmiche che emergono da ci\u00f2 che \u00e8 riconoscibile oppure dall\u2019astratto, dal segnico o dal descrittivo, dal geologico o dall\u2019organico.<br \/>\nLo spiccato ermetismo concettuale inibisce l\u2019effetto esteriore, e di conseguenza il colore \u00e8 asceticamente raccolto, di timbro smorzato, elaborato nei toni.<br \/>\nNe risultano concisione morfologica e purezza contenutistica improntate a un raffinato senso della riduzione, ove soprattutto \u00e8 preziosa la peculiare ispirazione poetica.<br \/>\nProprio perci\u00f2 i pastelli di Elena Murer lasciano un\u2019impressione profonda, sia visuale che emotiva, sorretta infine da un eminente livello tecnico di abilit\u00e0 grafico- pittorica.<\/p>\n<p>Pola, Croazia 2001 \u2013 Galleria Cvajner<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p>Elena Murer \u201cLa terra e il viaggio\u201d<br \/>\nLilia Daneluzzi, Galleria Venezia Viva \u2013 Venezia<\/p>\n<p>Il tema naturalistico sta alla base di ogni aspirazione artistica di Elena Murer che propende a un\u2019accezione fantstica del mondo circostante.<br \/>\nLa natura rappresenta per questa a rtista l\u2019unica vera \u201copportunit\u00e0\u201d per costruire un piano spaziale infinito e senza orizzonti. I pastelli ad olio su carta presenti alla mostra, attraverso la trasparenza del colore, la suggestiva ricerca cromatica, e soprattutto l\u2019ampio respiro della composizione, liberano vibrazioni liriche informali e pulsioni interiori significative.<br \/>\nI paesaggi colti dall\u2019osservazione del reale debordano nell\u2019ideale, diventano realt\u00e0 interiorizzate e quindi reinventate.<br \/>\nIl percorso creativo di Elena Murer avviene non soltanto in virt\u00f9 di una sapienza esecutiva ma anche per la capacit\u00e0 di condurci in un viaggio in cui le sensazioni e le emozioni di condensano nella fastosit\u00e0 della natura e nella preziosit\u00e0 del colore. Colore che d\u00e0 effetto e significato alle immagini e identifica l\u2019atmosfera.<br \/>\nLe profonde introversioni si alternano a zone di quieta contemplazione dove l\u2019artista conduce i suoi pastelli colorati a permeare la campitura cronmatica inattesa con aintenzioni, s\u00ec evocative, ma ugualmente rivolte a una sensibile narrazione pittorica.<\/p>\n<p>Venezia 2005 \u2013 Galleria \u201cVenezia Viva\u201d<br \/>\n\u201cL\u2019Eterno\u201d<br \/>\nMaria Maddalena Torricella, Storica dell\u2019Arte<\/p>\n<p>Dipingere come precetto, dipingere per respirare, dipingere per vivere.<br \/>\nNon servono gli strumenti, ma i sensi.<br \/>\nE\u2019 con quelli che Elena Murer lavora e scava nella propria anima, per intrappolare attimi di vita vissuta sulla carta bianca, che abbandona magicamente la sua bidimensionalit\u00e0 per rappresentare, attraverso le pieghe sinuose di paesaggi \u201cricordati\u201d, emozioni.<br \/>\nVisioni oniriche si alternano a immagini pi\u00f9 nitide. Non importa che si riconosca il soggetto, l\u2019autrice non lo pretende. Chiede, al contrario, totale abbandono, fiducia, affich\u00e9 ognuno di noi possa immergersi senza riserva nella materia, che stesa con le mani sulla carta e sulla tela, crea la forma.<br \/>\nNon sempre sono \u201ccaldi \u201c i nostri ricordi, ed \u00e8 per questo che a forti bagliori di luce, si contrappongono attimi \u201cfreddi\u201d, ma intimi ed eloquenti.<br \/>\nIl desiderio recondito di ognuno di noi di fissare l\u2019attimo, di imprimerlo indelebilmente nella propria mente diventa l\u2019Eterno.<\/p>\n<p>Venezia 2005<br \/>\nElena Murer, Italy \u201dDream\u201d \u2013 Oil pastel on paper<br \/>\nDag O\u2019 Pegr\u00e9n Official member of \u201dSwedish Artists\u201d Svezia<\/p>\n<p>Elena Murer lives and works in Pisa and has \u201cquite a collection of very fine artistic work in her bag through the years\u201d.<br \/>\nShe is a very sensitive\/sensible soul with a mild, gentle air&nbsp;of a pleasant being in her appearance. Both on the outside and I believe in her inner life.<br \/>\nShe really is a fine artist and a woman with her clear \u2013 almost melancholic \u2013 eyes and a&nbsp;gentle touch in her hands.<br \/>\nAs can be experienced in her artwork.<br \/>\nHere we can feel \u201chigh temperature glowing under the surface\u201d. I just surrendered \u2013 come rain or come shine!<\/p>\n<p>The Florence Biennale 2005<br \/>\n\u201cOltre i Paesaggi\u201d<br \/>\nIvo Prandin &#8211; Giornalista e scrittore,<br \/>\nRedazione cultura dello storico quotidiano di Venezia \u201cIl Gazzettino\u201d<\/p>\n<p>Il vento \u00e8 paesaggio? E lo \u00e8 il tramonto?<br \/>\nEntrando nella pittura di Elena Murer domande come queste sono pertinenti. Infatti, quando si guarda un paesaggio dipinto vediamo una rappresentazione, cio\u00e8 un\u2019espressione dell\u2019ingengo, della fantasia umana, non la natuale scenografia del mondo circostante nel cui dominio, comunque, viviamo.<br \/>\nNei dipinti di Elena anche il vento \u00e8 paesaggio.<br \/>\nQuesta parola ormai \u00e8 diventata difficile da interpretare : non basta dire che \u201cpaesaggio\u201d contiene \u2013 e fa intendere \u2013 cose diverse secondo la sensibilit\u00e0 dei tempi. In effetti, solitamente parliamo di ambiente naturale, di dolci linee ondulate, di acque e di boscaglie che, tradotti in un dipinto o in una incisione, diventano cultura.<br \/>\nElena Murer queste cose le sa, non le cerca e nemmeno le dipinge. Cerca una via personale, e cos\u00ec, come per la poesia \u201cche viene dal cuore\u201d, le sue opere nascono dentro di lei.<br \/>\nLei si fa specchio della realt\u00e0, ma \u00e8 uno specchio infedele\/deformante per la semplice ragione che \u00e8 pensante.<br \/>\nNell\u2019esperienza comune, l\u2019atteggiamento verso il paesaggio \u00e8 riducibile a tre modi, che riflettono diversi livelli di sensibilit\u00e0, inclusa quella pi\u00f9 popolare: \u00e8 un motif ricorrente e inesausto, fino alla cartolina illustrata; \u00e8 qualcosa che sa di&nbsp;mentalit\u00e0 sorpassata, al punto che si preferisce ignorare la parola stessa; e c\u2019\u00e8 poi la \u201ccoscienza ecologica\u201d che non riguarda propriamente l\u2019opera d\u2019arte ma il paesaggio in s\u00e9.<br \/>\nElena ama la Natura. Non saprebbe vivere senza, e infatti intrattiene con essa un dialogo continuo: sa che la sua stessa vita \u00e8 espressione di natura. Ma non la \u201cmette in posa\u201d, non la \u201critrae\u201d e, soprattutto, non la copia per soddisfare una propria esigenza estetica. Piuttosto che strozzarne la grandiosa anima su una tela, preferisce inventarsela.<br \/>\nAnche Picasso, rivoluzionario manipolatore e sradicatore della figura e del reale in genere, ha coltivato il paesaggio inteso come scenario ambientale. Se ne trovano esempi in grandi collezioni pubbliche. Ricordo la sorpresa di una figurazione di montagne vista a Vienna e di una Marina del Midi francese, forse Cannes. Quest\u2019ultima l\u2019ho persino copiata da un catalogo e la conservo come un personale omaggio al genio, come un modesto d\u2019apr\u00e8s.<br \/>\nMa quali paesaggi, dunque, sono quelli di Elena Murer?<br \/>\nCominciamo col dire che, in essi, ogni valenza realistica \u00e8 esclusa. Possiamo parlare di indistinto\/evocativo come caratteristica fondamentale della sua pittura, notare l\u2019assenza di colori naturalistici \u201cforti\u201d e la presenza di turbini di luce astratta, di aurore boreali. Dove li ha trovati?<br \/>\nIl vento e le stagioni, il vicino e il lontano nello spazio e nel tempo, i vapori e i fluidi che fanno combaciare cielo e terra (ah, la terra compagna dell\u2019esistenza!), un silenzio particolarmente carico di significato, una sera&#8230; Il paesaggio come categoria del vissuto, come cartina di tornasole di un\u2019appartenenza?<br \/>\nEcheggia nei titoli \u2013 esplicitamente dettati da lei \u2013 un riferimento alla realt\u00e0, al vero. Ma \u00e8 un vero filtrato, per cui \u201cTerra\u201d, \u201cSole\u201d, \u201cForte\u201d, \u201cSogno\u201d, etc. indicano un punto di partenza, il seme dell\u2019origine, la nascita di un\u2019idea, ma non indicano la pianta che da quel seme \u00e8 germogliata, cio\u00e8 l\u2019opera compiuta.<br \/>\nInsomma, diciamo che sono paesaggi immaginati, spesso ricordati, spesso sognati.<br \/>\nSono proiezioni di sogni, dunque scenari onirici? Dunque elementi scenografici del suo immaginario?<br \/>\nSono anche questo. Sono trasfigurazione di paesaggi reali, di una geografia conosciuta e vissuta.<br \/>\nQualcuno \u00e8 simile a un appunto mentale per sviluppi successivi. La Natura \u00e8 una sirena il cui canto riesce a stregare, a legare, a far sprofondare nel corpo silente e da l\u00ec, presa da turbamento, l\u2019artista porta con s\u00e9, al ritorno, forme fuggitive come apparizioni.<br \/>\nIl vento spira dove vuole, nella vita come nell\u2019arte. Ecco allora che il polline di altre arti diverse dalla pittura \u2013 come la musica , come la letteratura \u2013 si diffonde ovunque e d\u00e0 origine a visioni.<br \/>\nCerti dipinti possono essere ispirati da un romanzo, da una poesia o da una fiaba. Quando non siano l\u2019eco di un concerto.<br \/>\nDi s\u00e9 Elena Murer ha scritto: \u201cDipingo ci\u00f2 che vedo se chiudo gli occhi. e quando chiudo gli occhi vedo tutti i mondi possibili, quello vissuto, quello desiderato, quello che non ho mai potuto visitare&#8230; ed \u00e8 l\u00ec\u2019 che vivo\u201d. Dichiarazione molto poetica in cui ritroviamo dietro quelle palpebre i fosfeni di Andrea Zanzotto che le i traduce in immagini dinamiche.<br \/>\nCon tutto il rispetto per l\u2019artista, io aggiungo che noi spettatori o fruitori, o semplicemente visitatori curiosi o collezionisti, arriviamo quando il processo creativo \u00e8 finito, chiuso, con il suo fervore e i suoi tumulti. Noi partecipiamo a emozioni cristallizzate nell\u2019opera dipinta e la interpretiamo secondo la nostra sensibilit\u00e0.<br \/>\nEcco allora una mia personale sensazione suscitata da questi \u201cPaesaggi dell\u2019anima\u201d. Direi di chiamarli paesaggi-passaggi. In effetti, l\u2019attrazione che proviamo sembra venire da un oltre che chiama e trascina. Forse dovremmo scriverlo con la maiuscola: un Oltre di cui intuiamo la presenza e la forza grazie a una luce, un\u2019atmosfera che ci parlano di uno spazio metafisico.<br \/>\nE\u2018 l\u00e0 che ci invita l\u2019artista, \u00e8 l\u00e0 che possiamo incontrarla. Il passaggio segreto \u00e8 l\u00ec davanti a noi, nei suoi dipinti.<\/p>\n<p>Venezia 2006 \u2013 Galleria d\u2019Arte \u201cS.Giorgio\u201d<br \/>\nELENA MURER, di Bruno Rosada<\/p>\n<p>Siamo nel Duemila, del tutto fuori dalle briglie del millennio precedente che ci hanno condizionato da Cimabue a Rothko.<br \/>\nNon parlerei per\u00f2 di \u201cpostmoderno\u201d, un termine abusato e invecchiato, ma della rielaborazione di un percorso che della modernit\u00e0 ha ricercato le ansie e soprattutto i fallimenti verificatisi dall\u2019espressionismo astratto in avanti.<br \/>\nIl problema \u00e8 sempre lo stesso: quello del rapporto con la realt\u00e0 esterna. Certo \u00e8 un assillo che tocca i pi\u00f9 colti. E\u2019 un problema gnoseologico ed \u00e8 un problema ontologico. Il non figurativo da Kandinski e Mondrian in poi nacque proprio da questo: ne avessero consapevolezza o no, nella materia c\u2019\u00e8 pi\u00f9 vuoto che pieno. La realt\u00e0 esterna non esiste e quello che vedo \u00e8 un inganno, l\u2019\u201dinganno consueto\u201d di montaliana memoria!<br \/>\nCos\u00ec il Novecento ha iniziato l\u2019uscita dall\u2019inganno dei sensi, ed \u00e8 la pittura colta, nel senso voluto da maurizio Calvesi, una pittura \u201cche ha realizzato la simultaneit\u00e0 della memoria\u201d e colto la concretezza della Storia, ma \u00e8 colta anche e soprattutto per quello che sottintende di pensato e consapevole, e non gi\u00e0 quindi per la sua appartenenza ad un genere che, per merito di Calvesi, trov\u00f2 nell\u2019aggettivo \u201ccolta\u201d una sua possibile determinazione.<br \/>\nLa pittura di Elena Murer risponde a questa condizione, o meglio a questa esigenza dell\u2019intellettuale in questo momento storico, quella di fare una pittura che statuisca un investimento conoscitivo in progress. E a questo punto bisogna aggiungere che non \u00e8 possibile oggi con questo quadro di riferimenti nessuna attivit\u00e0 intellettuale che non sia pienamente consapevole. Non \u00e8 possibile alcun inganno consueto, e meno che mai, nessun appello all\u2019inconscio, complice la psicoanalisi.<br \/>\nElena Murer \u00e8 quindi un\u2019artista colta, consapevole del significato del segno ed esperta della geografia culturale delle diverse scuole e movimenti. Il che conferisce alla sua opera, che non si limita alla pittura, considerata tutta intera, che si estende nei campi vicini delle diverse attivit\u00e0 della grafica, un significato e un valore esaustivi.<br \/>\nI suoi quadri costituiscono una sorta di sviluppo logico-emotivo di quanto \u00e8 contenuto nel frammento di storia reale da cui nascono. E, proprio perch\u00e9 essi prendono le mosse da una base cos\u00ec concreta di eventi e di pensieri, danno dei risultati molto seducenti.<br \/>\nC\u2019\u00e8 infatti in lei una forte consapevolezza, che \u00e8 padronanza perch\u00e9 domina con la stessa energia la logica ferrea dell\u2019ispirazione e la realt\u00e0 della materia, che potrebbe a volte rivelarsi sorda al penetrar dell\u2019arte, se non venisse dissodata da una indagine accurata del passato prossimo, cio\u00e8 dalla cultura.<br \/>\nE il suo \u00e8 uno dei diversi possibili risultati, sicuramente in questa fase storica non l\u2019unico, ma certo uno dei pi\u00f9 attendibili.<\/p>\n<p>Bruno Rosada, luglio 2011<br \/>\n&nbsp;Platinum Collection, catalogo mostra artisti italiani a Parigi<\/p>\n<p>1<br \/>\n\u201cTutto \u00e8 mio,<br \/>\nanche se niente mi appartiene\u201d.<br \/>\nGIUSTO LIPSIO<br \/>\n2<br \/>\nINDICE<br \/>\nSTORIA D\u2019UN INCONTRO \u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026 p. 3<br \/>\nPROLUNGAMENTI \u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026 p. 5<br \/>\nPENETRANTE VISTA D\u2019UN PENSIERO .\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026 p. 6<br \/>\nBIBLIOGRAFIA \u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026. p. 8<br \/>\nNOTE \u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026. p. 8<br \/>\n3<br \/>\nSTORIA D\u2019UN INCONTRO<br \/>\nEra una sera d\u2019estate, una di quelle in cui non solo l\u2019animo \u00e8 pronto a partire, ma piedi e<br \/>\nvaligia sono una cosa sola. Mia madre mi aveva accompagnata a Sala Consilina dove avrei<br \/>\ntrascorso la serata con la mia amica Maddalena (Magda per gli amici) che poi mi avrebbe<br \/>\nportata a prendere il pullman per Firenze. Una festa come tante altre e che come tutti gli<br \/>\nanni si snocciolava lungo le stradine del paese. La cara Magda decise di farmi una gradita<br \/>\nsorpresa: una mostra di una pittrice si teneva presso una galleria d\u2019arte per cui lei aveva<br \/>\npreparato le cornici. Ne fui molto felice. Entrai nella galleria senza pretese, come sempre,<br \/>\npronta a vuotare la mente per tenere desto il cuore, per non giudicare troppo velocemente<br \/>\ncon le conoscenze a mia disposizione ci\u00f2 che di nuovo mi si poteva mostrare dinanzi. Feci un<br \/>\nrapido giro e poche furono le cose di cui sentii il richiamo, fra queste una piccola e scura<br \/>\ngitana, avvolta in una luce bianca e sfocata che la faceva vibrare come una ballerina \u2026 e<br \/>\ndifatti essa danzava. Restai in silenzio, finch\u00e9 Magda non mi present\u00f2 il gallerista, che si<br \/>\nmostr\u00f2 subito pronto e disponibile ad intrattenersi con noi. In verit\u00e0 Magda non aveva perso<br \/>\ntempo nel presentarmi, con mio grande imbarazzo, come studentessa appena laureata in<br \/>\nstoria dell\u2019arte \u2026 e come a volte accade, dall\u2019altra parte si accende una curiosit\u00e0 mista a<br \/>\nmalizia, dove si attende che dalla nostra bocca sorgano oracoli oppure una qualche<br \/>\ndeficienza o ignoranza che metta chiaramente in difetto la teoria con la pratica del mercato<br \/>\n\u2026 ma detto questo, io, caro lettore, sappi che mantengo sempre un religioso silenzio davanti<br \/>\nad ogni provocazione, fino a che proprio non posso pi\u00f9 tenermi dentro neppure una sillaba,<br \/>\ntanto che le parole finiscono per spingere dallo stomaco come una impellente necessit\u00e0. E<br \/>\ncos\u00ec feci anche quella sera, il gallerista parlava, parlava, illustrava, vantava ed io tacevo,<br \/>\nsorridevo, annuivo. Ad un certo punto entr\u00f2 in galleria una elegante signora bionda, vestita<br \/>\ndi blu, dal fascino indiscutibile: era l\u2019artista, non avevo dubbi. Qualcuno me la present\u00f2, non<br \/>\nricordo chi, c\u2019erano di mezzo la mia amica che parlava di cornici con il gallerista, la figlia di<br \/>\nquest\u2019ultimo che scartava caramelle e qualcun altro che ricordava gli orari del pullman \u2026<br \/>\ninsomma, fatto sta che avevo ragione: era l\u2019artista! Ci salutammo: \u201cPiacere, Elena\u201d \u2013 \u201cErica\u201d.&nbsp;&nbsp;<br \/>\nDue occhiate veloci \u2026 silenzio. Qualcuno fece subito notare che avremmo preso lo stesso<br \/>\nidentico pullman, fatidicamente alle 00.00, e cos\u00ec rimandammo tra noi ogni discorso. Attesi<br \/>\ncon intrepida ansia di poter parlare con lei, lo ammetto volentieri, a quel punto la curiosit\u00e0 in<br \/>\nme regnava sovrana. Cosa si pu\u00f2 mai chiedere ad un\u2019artista, di cosa si parla con questi<br \/>\n4<br \/>\n\u201cmagnifici indefinibili esseri\u201d che io non ho mai conosciuto? Di cui solitamente si leggono le<br \/>\nvite nei libri se sono gi\u00e0 morti e decrepiti o che al massimo vedi forse alla tv o sulle riviste<br \/>\nspecializzate? Bha? Non ne avevo la pi\u00f9 pallida idea, ma io ero decisa a voler parlare con lei.<br \/>\nIntanto la mezzanotte arrivava e con Magda andammo nella desolata stazione dei pullman.<br \/>\nNon c\u2019era anima viva, sembrava una stazione fantasma, con un tiepido lampione che a mala<br \/>\npena illuminava la strada. Restammo a lungo in macchina a chiacchierare, fino a che<br \/>\nvedemmo arrivare Elena accompagnata da uno dei figli del gallerista. Andammo verso di<br \/>\nloro, ci risalutammo e chiss\u00e0 per quale magico intervento la conversazione si catalizz\u00f2<br \/>\nintorno a me ed Elena. Sembravamo ad un certo punto non avere intorno nessuno, quello<br \/>\nche lei diceva io lo conoscevo e quello che io dicevo anticipava il suo pensiero. Un\u2019intesa<br \/>\nperfetta, parlammo a lungo e intanto il pullman come al solito non era puntuale \u2026 ma mai<br \/>\ncome questa volta ero cos\u00ec felice che fosse tanto in ritardo. Il momento di salire per\u00f2 arriv\u00f2,<br \/>\ncome tutte le cose, ed ognuna prese il proprio posto. Quella notte non dormii una sola ora,<br \/>\nsia per i sedili indecifrabilmente scomodi sia per i pensieri che iniziarono ad affollarsi nella<br \/>\nmia testa con acrobatici salti tra vuoto e instabili appoggi, molto meglio dei trapezisti al<br \/>\ncirco!<br \/>\nDi lei gi\u00e0 sapevo essere una veneta ritrovatasi a Pisa chiss\u00e0 per quale strano gioco negli<br \/>\nintrecci della vita, che artisticamente il richiamo del Rosso Fiorentino le era irresistibile e di<br \/>\ncome le passeggiate fiorentine potessero risvegliarle l\u2019animo. Ci accomunava l\u2019interesse per<br \/>\nla scultura e per il museo del Bargello, quale frequente luogo di rifugio, ma anche quale<br \/>\ncausa di dolori per il suo allestimento. Intanto sorse il mattino e a un\u2019ora ormai da Firenze<br \/>\nl\u2019autista fece una sosta. Io ed Elena decidemmo di sederci accanto per poter parlare ancora.<br \/>\nLa mia passione per le tradizioni e il legame profondo con la mia terra dovettero attrarla<br \/>\nmolto, tanto che proprio da questi discorsi nacque la richiesta che ha segnato<br \/>\ninevitabilmente la vita di una qualunque studentessa come me. Mi chiese di elaborare una<br \/>\npiccola nota critica per lei, mi lasci\u00f2 il suo recapito con la promessa di scriverle non appena<br \/>\nmi sarebbe stato possibile e per incontrarci nella sua casa di Pisa. Giunse infine il momento<br \/>\ndi salutarci davvero: io scesi a Firenze e lei prosegu\u00ec il viaggio verso Pisa. Un affettuoso<br \/>\nabbraccio ci strinse e la certezza di aver fatto un incontro memorabile mi fece scendere a<br \/>\nmalincuore quelle scalette. Arrivai a casa e non riuscii a smettere di pensarci, tanto che la<br \/>\ngioia mi solc\u00f2 il viso di tiepide lacrime, grata per quanto accaduto.&nbsp;&nbsp;<br \/>\n5<br \/>\n\u00c8 proprio vero, il destino ci attende sulla strada di casa.<br \/>\nPROLUNGAMENTI&nbsp;&nbsp;<br \/>\nQuanto ho raccontato accadde una notte dell\u2019agosto 2009, ma l\u2019estate per me non era<br \/>\nancora finita, dopo la laurea avevo progettato grandi vacanze: dai nonni in Campania, fino ad<br \/>\nattraversare altre cinque regioni d\u2019Italia con i miei amici. Presto arriv\u00f2 anche settembre con<br \/>\ntutti i suoi buoni propositi e il mio imminente ritorno all\u2019Universit\u00e0 di Pisa per seguire i corsi<br \/>\ndella laurea specialistica. Decisi di scrivere ad Elena, piena di timore: \u201cMagari non si ricorda<br \/>\npi\u00f9 di me, magari l\u2019incontro \u00e8 stato speciale solo per me \u2026 bla bla bla\u201d e le solite paranoie<br \/>\ndel caso, ma l\u2019invio alla mail lo cliccai comunque decisa a provare. Dalla sua risposta ne segu\u00ec<br \/>\nun appuntamento \u2026 il suo ricordo era vivo e vero quanto il mio. Non dimenticher\u00f2 mai i<br \/>\nprimi passi mossi verso casa sua: lo studio di un\u2019artista mi si apriva come la camera dei<br \/>\nsegreti, come lo scrigno dei tesori. Ero emozionata e non volevo sbagliare. Tuttavia non mi<br \/>\nsentii affatto sotto esame, non sentivo di dover dare la risposta giusta a ci\u00f2 che mi veniva<br \/>\nmesso davanti, ma ritenni opportuno dapprima il silenzio, come sempre: a volte parole<br \/>\ntroppo veloci tradiscono difetti di visione. Avevo bisogno di godere di ci\u00f2 che vedevo, di<br \/>\nprendere contatto con la realt\u00e0, anche se subito le sue opere mi portarono in altri mondi,<br \/>\nquelli della mia fantasia, dei miei sentimenti, dei molteplici stati d\u2019animo che si avvicendano<br \/>\nall\u2019avvicendarsi dei ricordi. Mi venne spontaneo parlare, considerare, dare la mia opinione,<br \/>\nche per quanto modesta percepivo gradita e non fuori luogo, allora pian piano presi coraggio<br \/>\ned opera dopo opera sembrava mi venisse offerta la chiave per entrare nell\u2019anticamera della<br \/>\nsua vita.&nbsp;&nbsp;<br \/>\nI nostri incontri sono stati e continuano ad essere profondi e dilungatissimi colloqui, ma \u00e8<br \/>\ndavanti ad i suoi paesaggi che ci siamo conosciute, \u00e8 stato davanti alla finestra<br \/>\ncontemplando la luce migliore per mostrarmi tutti i rossi del suo Deserto rosso che ho visto<br \/>\nElena.<br \/>\n6<br \/>\nPENETRANTE VISTA D\u2019UN PENSIERO&nbsp;&nbsp;<br \/>\nLe opere di Elena Murer raccontano un mondo \u2026 un mondo interiore di grande personalit\u00e0.<br \/>\nA volte penso che se non esistesse un luogo dove potermi rifugiare credo che finirei per trovare<br \/>\nristoro e riparo in un quadro di Elena. Elezione del suo pennello \u00e8 la natura: si tratta di paesaggi<br \/>\nimmaginati, sognati a volte, certo \u00e8 che sono vissuti nella fantasia, pur richiamando con potenza la<br \/>\nrealt\u00e0. Non amo, a dire il vero, chiamarli paesaggi, vi \u00e8 in questo termine qualcosa che manca e che<br \/>\npriva di una ricchezza importante i soggetti delle sue opere. Sono veri e propri luoghi dove vive il<br \/>\nsentimento, fermi immagine dell\u2019emozione, casa di ogni&nbsp;&nbsp;stato d\u2019animo possibile \u2026 da quello estremo<br \/>\na quello pi\u00f9 sottile \u2026 ma lasciate parlare la grazia che queste immagini profondono. Una grazia che<br \/>\nlascia affiorare i segreti pi\u00f9 sepolti e l\u2019incanto avviene davvero, perch\u00e9 sono opere impregnate di<br \/>\nspirito. La verit\u00e0 dello spirito di Elena \u00e8 presente in ogni pennellata, in ognuna di esse vive un suo<br \/>\npensiero, un\u2019emozione, un dubbio, una scelta \u2026 tuttavia, sebbene abbia fatto sua la tecnica ad olio,<br \/>\nprediletto resta il pastello e l\u2019uso delle mani libere sulla tela: impasto su impasto, fatica su fatica, la<br \/>\nmateria si fa leggera e le sue immagini parlanti. La porosit\u00e0 dei pastelli ricorda come l\u2019uomo sia in<br \/>\ngrado di assorbire ogni esperienza della sua vita, vivendola a fondo, dal godere di essa fino ad andare<br \/>\ngi\u00f9 fin dove l\u2019anima fa male ed ogni nervo \u00e8 scoperto.&nbsp;&nbsp;<br \/>\nH. Focillon scrive: &#8220;L&#8217;opera d&#8217;arte \u00e8 un tentativo verso l&#8217;unico; s&#8217;afferma come un tutto, come<br \/>\nun assoluto; e, nello stesso tempo, fa parte di un sistema di relazioni complesse. E&#8217; il risultato<br \/>\nd&#8217;un&#8217;attivit\u00e0 indipendente; traduce un sogno alto e libero; ma in essa si vedono anche<br \/>\nconvergere le energie della civilt\u00e0. Infine (per rispettare provvisoriamente i termini<br \/>\nd&#8217;un&#8217;opposizione soltanto apparente) \u00e8 materia e spirito, \u00e8 forma e contenuto&#8221;<br \/>\n1<br \/>\n. Le sue<br \/>\nforme raccontano l&#8217;andamento del suo essere ed attraverso la forza e la profusione dei<br \/>\ncolori questo si espande fino a divagare in quelle visioni (oniriche a volte), tanto intime e<br \/>\ncare, che danno vita al prodotto finale. L&#8217;assenza poi di un modello e del disegno dicono<br \/>\nmolto sulla concretezza delle visioni, frutto di un fervido e convincente immaginario, e sulla<br \/>\nverit\u00e0 delle opere stesse, nonch\u00e9 riguardo alle sue grandi capacit\u00e0 di sintesi. Sono immagini<br \/>\nelevate e corporee dall\u2019origine molteplice e variegata, che guardano alla natura e spesso ai<br \/>\ngrandi maestri della scultura. S\u00ec, si tratta di una pittura che aspira assai spesso ai volumi e<br \/>\nalle forme della scultura. \u00c8 una pittura che si nutre a volte di Michelangelo e che tende al<br \/>\nquel chiaroscuro, che attraverso spessori e assottigliamenti della materia esprime vivi<br \/>\n&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br \/>\n1 H. FOCILLON, p. 3.<br \/>\n7<br \/>\nsentimenti. L&#8217;individualit\u00e0, tuttavia, vince di tanto in tanto quel concetto di universalit\u00e0<br \/>\nintrinseco nelle forme dell&#8217;essere.&nbsp;&nbsp;<br \/>\nIn Elena l&#8217;essere \u00e8 leggero e pu\u00f2 per questo esprimersi, eppure quelle immagini via via<br \/>\ns&#8217;imprimono inesorabilmente. Il legame con la natura \u00e8 il legame fondamentale che<br \/>\npermette all&#8217;occhio di vedere con il cuore, di seguito poi l&#8217;occhio si rivolge alla mente per<br \/>\nscovarne le immagini: \u201cO immaginazione, che hai il potere d\u2019importi alle nostre facolt\u00e0 e alla<br \/>\nnostra volont\u00e0 e di rapirci in un mondo interiore strappandoci al mondo esterno, tanto che<br \/>\nanche se suonassero mille trombe non ce ne accorgeremmo, da dove provengono i messaggi<br \/>\nvisivi che tu ricevi, quando essi non sono formati da sensazioni depositate nella memoria?\u201d<br \/>\n2<br \/>\n.&nbsp;&nbsp;<br \/>\nLa pittura di Elena \u00e8 un fermo immagine in dialogo con l\u2019immaginazione: un mondo ricco<br \/>\nappunto di immagini e di proiezioni. I suoi paesaggi vibrano sulle corde dell\u2019anima e vegliano<br \/>\nsul ricordo con riflessi di luce nascosta. Una poesia che significativamente non parla di<br \/>\nsentimenti in modo esplicito, componente importante e fondamentale, ma che non ci \u00e8 dato<br \/>\nconoscere, poich\u00e9 invade una sfera, quella dell&#8217;affettivit\u00e0, assai pi\u00f9 profonda in cui \u00e8 sgradita<br \/>\nogni invadenza. In questo le emozioni dello spettatore possono liberamente aprirsi uno<br \/>\nspazio di comunicazione nelle e con le sue opere. Le sue immagini esistono e godono della<br \/>\nloro esistenza pur che uno non le miri, ma qualora uno le veda (ed escludiamo ogni concetto<br \/>\ndi gusto e un qualsiasi livello di comprensione), finir\u00e0 per ammirarle anche per il solo fatto<br \/>\nche vedendole, si accorger\u00e0 che in qualche modo gli appartengono: &#8220;eppure le ho gi\u00e0 viste!!<br \/>\nMa certo, nella mia mente!!&#8221;.&nbsp;&nbsp;<br \/>\nIn questo la sua unicit\u00e0 e assolutezza si scioglie in collettivit\u00e0 ed universalit\u00e0: la<br \/>\ncomunicazione tra lei ed il suo spettatore avviene e diventa sottile e privilegiata.<br \/>\n&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br \/>\n2 I. CALVINO, p. 92.<br \/>\n8<br \/>\nBIBLIOGRAFIA<br \/>\nI. CALVINO, Lezioni Americane. Sei proposte per il prossimo millennio, Milano 2002.<br \/>\nH. FOCILLON, La vita delle forme. Seguito da Elogio della mano, Torino 2002.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br \/>\nM. PONTY, L\u2019occhio e lo spirito.&nbsp;&nbsp;<br \/>\nE. GOMBRICH, La storia dell\u2019arte, Hong Kong 2000.<br \/>\nNOTE<br \/>\n1. Alcune delle citazioni che nel catalogo accompagneranno le opere verranno tratte da:<br \/>\nJ. ROTH, Il mercante di coralli.<br \/>\nC. BRONTE, Jane Eyre.<br \/>\nH. MELVILLE, Moby Dick.<br \/>\n2. Per visionare le opere, consultare il sito: www.elenamurer.com&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br \/>\nErica Romano<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mostre Personali 1999 VENEZIA-MESTRE, Galleria \u00abSan Giorgio\u00bb&nbsp; 2001 S.DONA\u2019DI PIAVE, Centro Culturale \u00abLeonardo da Vinci\u00bb (catalogo)&nbsp; 2001 POLA- Croazia, Galleria \u00abCvajner\u00bb&nbsp; 2003 CARRARA, Centro \u00abInterart\u00bb&nbsp; 2003 CECINA, Centro Esposizioni \u00abMobili Parietti\u00bb&nbsp; 2004 CASTIGLIONCELLO, Villa S.Niccol\u00f2&nbsp; 2004 FIRENZE, Spazio espositivo \u00abCaff\u00e9&#8230;<br \/><a class=\"read-more-button\" href=\"https:\/\/elenamurer.com\/en\/mostreexhibitions\/\">Read more<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":450,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"class_list":["post-564","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/elenamurer.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/564","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/elenamurer.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/elenamurer.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/elenamurer.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/elenamurer.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=564"}],"version-history":[{"count":33,"href":"https:\/\/elenamurer.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/564\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1058,"href":"https:\/\/elenamurer.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/564\/revisions\/1058"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/elenamurer.com\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=564"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}